Viviamo un tempo di profonde trasformazioni, segnato da guerre, crisi internazionali, disuguaglianze crescenti e cambiamenti che incidono radicalmente sul lavoro, sulla società e sulla vita delle persone. In questo contesto, le ACLI rilanciano con forza tre parole chiave: pace, lavoro, dignità.
Non si tratta di semplici slogan, ma di una visione politica e sociale capace di orientare l’impegno verso il bene comune e alimentare una speranza concreta.
Pace significa rifiuto della guerra e costruzione quotidiana di relazioni giuste, tra persone e tra popoli.
Lavoro è partecipazione, autonomia e contributo alla comunità: uno strumento fondamentale di emancipazione e riscatto sociale.
Dignità è il fondamento: ogni persona ha valore e deve poter vivere, lavorare e partecipare senza esclusioni.
Questi tre elementi sono profondamente intrecciati: non esiste lavoro dignitoso senza pace, né pace senza giustizia sociale, così come non può esserci dignità senza lavoro e diritti. È questa la società che le ACLI intendono costruire: più giusta, solidale e partecipata.
In occasione della Festa del 1° Maggio, momento non solo di celebrazione ma anche di riflessione e consapevolezza, ACLI Marche promuovono una Veglia di preghiera con testimonianze dal mondo del lavoro.
L’iniziativa, realizzata con la guida della Parrocchia Immacolata Concezione di Camerano, il contributo di AGESCI e Azione Cattolica e la collaborazione dell’Ufficio Diocesano per i Problemi Sociali e del Lavoro e della Consulta delle Aggregazioni Laicali, sarà presieduta da S. E. Mons. Angelo Spina, arcivescovo di Ancona-Osimo.
La veglia si terrà Lunedì 27 aprile, ore 21.15 presso la Chiesa parrocchiale di Camerano
Attraverso la preghiera e le testimonianze, l’incontro offrirà uno spazio per maturare una maggiore consapevolezza: la pace rappresenta oggi una delle questioni politiche più decisive e urgenti. Non è un’idea astratta, ma una responsabilità quotidiana da costruire insieme, a partire dalla vita concreta delle persone.
Il lavoro, oggi attraversato da una crisi profonda, resta una leva fondamentale per la democrazia e la partecipazione sociale. In un sistema che spesso ha posto il profitto al di sopra di tutto, le ACLI ribadiscono la necessità di rimettere al centro un lavoro equo, capace di restituire alle persone autonomia, possibilità di scelta e dignità.
Promuovere la dignità significa favorire inclusione e partecipazione: un impegno sociale, politico ed etico che mira alla costruzione del bene comune e al rafforzamento dei legami comunitari.
Non basta condividere valori: è necessario tradurli in azioni concrete, in percorsi di coinvolgimento e in occasioni di sensibilizzazione e mobilitazione.
È il tempo di agire, insieme.