Il progetto “Welfare Cult: relazioni, cultura e benessere” è finalizzato a contrastare gli effetti di esclusione sociale, precarizzazione e marginalizzazione che conducono alla povertà, acuiti dalle conseguenze della pandemia COVID-19, attraverso un approccio innovativo, dal punto di vista del contesto della regione Marche, che prende a riferimento il concetto di Welfare Culturale, nel senso più “lato” del termine, come percorso articolato e completo di raggiungimento del benessere degli utenti, attraverso servizi e attività di progetto realizzati seguendo contenuti culturali quale mezzo per tale raggiungimento.

 

Sulla sia delle esperienze di gestione di progetti di rete, già sperimentate con i progetti: Riesco Marche, Facciamo Rete e Viridee,  Acli Marche e tutti i partner del costituendo ATS, vogliono consolidare le relazioni perseguendo un potenziamento del sistema integrato di intervento già sperimentato con successo come detto sopra. L’ATS proponente della presente proposta, sulla base dell’esperienza e dei risultati maturati vuole provare a sviluppare ulteriormente le sinergie ed i servizi in rete avviati, orientando allo stesso tempo le azioni del nuovo progetto “Welfare Cult: relazioni, cultura e benessere” con la sperimentazione di un nuovo approccio nella progettazione di servizi e risposte ai bisogni dei territori.

La nuova proposta insisterà quasi interamente sulla Macro Area di lavoro in attività di Welfare Culturale, e solo in parte minoritaria su una Macro Area attività non prevalenti con approccio classico ai bisogni di base di alcune categorie di utenti.

  Acli Marche ed gli altri 11 componenti ATS, hanno prima di tutto dovuto condividere cosa i firmatari della presente proposta intendessero per perseguimento della “missione” di Welfare Culturale.

Di seguito pensiamo sia importante enunciare quanto condiviso dai partner di progetto.

L’ATS di progetto per  “welfare culturale” condivide la dichiarazione ed il concetto stabilito dall’ Unesco nella “Recommendation on Participation by the People at Large in Cultural Life and their Contribution to It” (26 Novembre 1976)

In particolare, nel primo paragrafo (lettere a e b) si sanciscono questi due principi:

  • by access to culture is meant the concrete opportunities available to everyone, in particular through the creation of the appropriate socio-economic conditions, for freely obtaining information, training, knowledge and understanding, and for enjoying cultural values and cultural property; (b) by participation in cultural life is meant the concrete opportunities guaranteed for all-groups or individuals-to express themselves freely, to communicate, act, and engage in creative activities with a view to the full development of their personalities, a harmonious life and the cultural progress of society;
  • by participation in cultural life is meant the concrete opportunities guaranteed for all-groups or individuals-to express themselves freely, to communicate, act, and engage in creative activities with a view to the full development of their personalities, a harmonious life and the cultural progress of society;

Due sono, quindi i concetti essenziali su cui abbiamo costruito questa progettualità:

  1. facilitare l’accesso della cultura, considerando tutti gli ostacoli di ordine sociale, economico, personale (comprese quelle dell’apprendimento);
  2. garantire la partecipazione delle persone alla vita culturale perché è un modo di comunicare, mettersi in relazione con gli altri, sviluppare la propria personalità e la crescita armoniosa del progresso della società.

Naturalmente per fare questo è necessario condividere cosa si intenda con la parola “Cultura” che porta dietro un “mondo”, per questo siamo partiti dal significato etnologico della parola cultura, del resto, essa mette al centro la figura umana. Il sito Treccani, infatti, definisce cultura “l’insieme delle cognizioni intellettuali che, acquisite attraverso lo studio, la lettura, l’esperienza, l’influenza dell’ambiente e rielaborate in modo soggettivo e autonomo diventano elemento costitutivo della personalità, contribuendo ad arricchire lo spirito, a sviluppare o migliorare le facoltà individuali, specialmente la capacità di giudizio”.

Da queste indicazioni, si evidenziano due posizioni:

  • è cultura ciò che l’uomo è in grado di acquisire attraverso la cognizione intellettuale;
  • è cultura soprattutto ciò che è immateriale.

Potremmo dire che in un contesto antropologico culturale, d’altronde, è la cultura ciò che dà senso alla comunità e ne identifica i canoni, per cui possiamo affermare che lo scopo di un progetto sul welfare culturale è quello di agire un cambiamento nella cultura creando un impatto sociale, concreto e misurabile, nella società.

 

LE INIZIATIVE IN PROGRAMMA CON IL PROGETTO

 

Per fare tutto questo Acli Marche e la rete degli altri 11 componenti ATS che possono vantare circoli e soci distribuiti su tutto il territorio della Regione Marche con una capacità rappresentativa di oltre 600 sedi operative, a cui andranno ad aggiungere come erogatori locali  esterni di servizi di prossimità, decine di Ets e e realtà della Cultura e delle Spettacolo della nostra  regione.

 

 

OBIETTIVO GENERALE 1 – POVERTÀ ZERO

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

g) contrastare condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale;

h) contrastare le solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato;

i)  sviluppare e rafforzare legami sociali, da promuovere all’interno di aree urbane o extra-urbane disgregate o disagiate;

  1. j) prevenzione e contrasto delle dipendenze, ivi inclusa la ludopatia;

m)           sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore

OBIETTIVO GENERALE 2 – FAME ZERO

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

f) valorizzazione del patrimonio, naturale, culturale, enogastronomico e turistico del territorio;

  1. g) promozione dell’inclusione sociale e lavorativa dei giovani in particolari condizioni di vulnerabilità;

j)  sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore

 

OBIETTIVO GENERALE 3 – SALUTE E BENESSERE

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

  1. c) prevenzione e contrasto delle dipendenze, ivi inclusa la ludopatia;

d) contrasto delle condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale;

e) contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato;

h) sviluppo e rafforzamento dei legami sociali, da promuovere all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate o disagiate;

i)  promozione dell’attività sportiva;

  1. j) rafforzamento della prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti e del consumo nocivo di alcol, in particolare tra i giovani;

l)  sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore

 

OBIETTIVO GENERALE 4 – ISTRUZIONE DI QUALITÀ

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

b) promozione della partecipazione e del protagonismo dei minori e dei giovani, perché diventino agenti del cambiamento;

c) promozione e sviluppo dell’integrazione sociale e dell’educazione inclusiva;

d) promozione dell’educazione allo sviluppo sostenibile, anche tramite un’educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali;

  1. f) prevenzione e contrasto delle dipendenze, ivi inclusa la ludopatia;

g) prevenzione e contrasto delle forme di violenza, discriminazione e intolleranza, con particolare riferimento al fenomeno di bullismo e cyberbullismo;

h) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.

 

OBIETTIVO GENERALE 5 – UGUAGLIANZA DI GENERE

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

c) promozione di relazioni fondate sul principio di uguaglianza sostanziale e di parità di diritti tra uomini e donne tenuto conto della pari dignità e delle differenze di genere

d) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.

 

OBIETTIVO GENERALE 6 – ACQUA PULITA E IGIENE

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

g) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.

 

OBIETTIVO GENERALE 8 – LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

k) promuovere la cultura della responsabilità sociale e di comunità;

l)  sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.

 

OBIETTIVO GENERALE 10 – RIDURRE LE INEGUAGLIANZE

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

e) sostegno scolastico al di fuori dell’orario scolastico ed extra-scolastico (attività sportive, musicali, studio, ecc.);

f) contrasto delle condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale;

g) contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato;

h) sviluppo e rafforzamento dei legami Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sociali, da promuovere all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate o disagiate, con particolare riferimento allo sviluppo di azioni comunitarie, di coesione, che abbiano l’obiettivo di creare legami e relazioni significative e che favoriscano la partecipazione delle famiglie alla vita di quartieri;

k) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.

 

OBIETTIVO GENERALE 11 – CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

b) ideazione e sviluppo di nuove modalità di interazione tra gli abitanti, mettendo a fuoco in modo partecipato quel che manca nel quartiere e quello che può presentare una risorsa (ad esempio rigenerando spazi già esistenti o pensandone di nuovi)

d) contrasto delle condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale;

e) contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato;

h) sviluppo e rafforzamento dei legami sociali, da promuovere all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate o disagiate, con particolare riferimento allo sviluppo di azioni comunitarie, di coesione, che abbiano l’obiettivo di creare legami e relazioni significative e favoriscano la partecipazione delle famiglie alla vita dei quartieri;

  1. i) sviluppo e rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità, anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni e dei beni confiscati alla criminalità organizzata;
  2. j) promozione e sviluppo dell’economia circolare;

k) sviluppo e promozione del turismo sociale e accessibile;

l)  sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.

 

OBIETTIVO GENERALE 12 – CONSUMO E PRODUZIONI RESPONSABILI

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

f) promozione della conoscenza dei vantaggi sociali, ambientali ed economici del consumo sostenibile e responsabile;

i)  sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.

 

OBIETTIVO GENERALE 13 – LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

b) promozione di percorsi educativi e formativi sui mutamenti climatici, in particolare nelle scuole;

f) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.

 

OBIETTIVO GENERALE 14 – SOSTEGNO PROFUGHI (QUESTO OBIETTIVO SI AGGIUNGE A CAUSA DELLA PRIORITÀ EMERGENTE IN TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE)

AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO

Attività a sostegno dei profughi, con  particolare attenzione a quelli provenienti dall’Ucraina, ospitati nella ns Regione, in termini di inclusione sociale e benessere soprattutto rivolto alle persone più fragili e alla loro integrazione nella società, in particolare rivolto ai tantissimi minori che devono essere tutelati e accompagnati nel loro percorso psicologico, educativo e di crescita, da strutturarsi in percorsi paralleli e non sovrapponibili  alle azioni messe in campo e gestite a livello governativo dalla Protezione Civile.

 

ACLI MARCHE

Obiettivi:

1.Rigenerazione delle aree urbane ed extraurbane disagiate e disgregate o spazi di proprietà pubblica non utilizzati in modo sostenibile e a misura d’uomo

2.Promuovere la progettazione di spazi utili in particolar modo ai più fragili e alle famiglie

3.Favorire la nascita di nuovi spazi aggregativi per le famiglie nelle aree disagiate